{"id":36,"date":"2022-10-31T16:04:31","date_gmt":"2022-10-31T16:04:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.themostbeautifulofourdays.eu\/?page_id=36"},"modified":"2024-04-30T12:17:53","modified_gmt":"2024-04-30T12:17:53","slug":"dal-dopoguerra-alle-lotte-sociali","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.themostbeautifulofourdays.eu\/en\/la-storia\/dal-dopoguerra-alle-lotte-sociali\/","title":{"rendered":"From the Resistance to social struggles"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading alignwide\"><strong>Dalla Resistenza alla rinascita: il ruolo delle donne nella ricostruzione postbellica a Reggio Emilia (1945-1953)<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dal principio<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Marta Lusuardi\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/vpn2DSMscO8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il periodo della occupazione tedesca dell\u2019Italia e della Resistenza antifascista era stato decisivo nella maturazione e nelle scelte del mondo femminile. I venti mesi dal 8 settembre 1943 al 25 aprile 1945 avevano coinvolto nella lotta clandestina, contro l&#8217;occupazione tedesca nazista e collaborazionisti fascisti, ampie fasce di popolazione, di diversa cultura e storia politica. Nel reggiano la partecipazione alla Resistenza raggiunse livelli di massa: oltre 10.000 furono i partigiani\\e combattenti riconosciute al momento della Liberazione. Un numero inferiore al reale, considerata come la lotta armata avesse avuto un sostegno diffuso sul piano organizzativo e di aiuto proprio da parte delle donne, spesso organizzate nei clandestini Gruppi di difesa della Donna (GDD). Questo impegno aveva richiesto un pesante sacrificio in termini di vite umane, con oltre 600 partigiani caduti e oltre 1200 civili uccisi per cause belliche (eccidi, bombardamenti, deportazione in Germania).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La partecipazione femminile alla Resistenza ebbe un peso determinante. In sede locale, come su scala nazionale, per la prima volta le donne entravano a pieno titolo nella storia nazionale. Costrette all\u2019interno di una societ\u00e0 ancora patriarcale, rurale, religiosa, la lotta di liberazione aveva offerto loro l\u2019occasione di uscire dagli schemi tradizionali per giocare un nuovo ruolo all\u2019interno delle famiglie di origine, assumendo una personalit\u00e0 precisa attraverso l\u2019attivit\u00e0 di assistenza, accoglienza, informazione all\u2019interno delle formazioni partigiane. I rischi corsi, le esperienze di vita nei mesi della clandestinit\u00e0, la nascita di aspettative per una societ\u00e0 nuova, diversa e pi\u00f9 aperta, furono elementi che spinsero tante giovani donne, all\u2019indomani della fine del conflitto, a non accettare pi\u00f9 un passivo ritorno al precedente assetto sociale ma a cercare di mantenere quegli spazi di attivit\u00e0 e partecipazione che avevano costruito e vissuto nei venti mesi di lotta. Il ritorno alla vita civile non poteva avvenire se non costruendo una nuova societ\u00e0 dove anche il ruolo femminile (e materno in particolare) doveva assumere nuove caratteristiche.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Giacomina Castagnetti - 3\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/KPDDwPNtKoE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il Dopoguerra<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"681\" src=\"https:\/\/www.themostbeautifulofourdays.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/86629.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-87\" srcset=\"https:\/\/www.themostbeautifulofourdays.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/86629.jpg 1000w, https:\/\/www.themostbeautifulofourdays.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/86629-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.themostbeautifulofourdays.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/86629-768x523.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:0.8rem\">Gruppo di bambini dell\u2019asilo insieme alle maestre [1946],&nbsp; Archivio UDI Reggio Emilia &#8211; Archivio Fotografico Biblioteca Panizzi &#8211; Reggio Emilia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lavoro che pi\u00f9 caratterizza l&#8217;attivit\u00e0 femminile nel reggiano nell&#8217;estate del 1945 fu certamente quello dell&#8217;assistenza all&#8217;infanzia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 il 1\u00b0 maggio 1945 apriva il primo asilo \u201cSaltini Vandina\u201d a Santa Croce esterna gestito dall\u2019UDI (Unione Donne Italiane, l\u2019organizzazione femminile comunista erede dei Gruppi difesa della donna) che prosegu\u00ec la sua attivit\u00e0 fino al 1954 quando dovette lasciare la sua sede, che ospitava in precedenza una sede del partito fascista, per consentire la sua trasformazione in caserma dei Carabinieri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In molti comuni della provincia di Reggio l\u2019UDI lanci\u00f2 sottoscrizioni per aprire asili infantili. Appena conclusa l\u2019esperienza della Resistenza, una nuova generazione di donne voleva partecipare alla costruzione di una nuova societ\u00e0, di &#8220;un mondo nuovo&#8221; che non poteva essere la semplice ripresa di quella che aveva consentito la costruzione del regime fascista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attenzione ai bambini che sarebbero cresciti in quella nuova societ\u00e0 in costruzione, diventava centrale nelle politiche del Partito Comunista Italiano (PCI), uscito egemone in Emilia dalla lotta clandestina antifascista, e dalle associazioni ad esso collegate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In una situazione di estrema penuria di risorse, con la necessit\u00e0 di grandi interventi di ricostruzione, il bilancio delle realizzazioni effettuate con le offerte e raccolte spontanee ed organizzate appare oggi quasi incredibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si raccolsero fondi ricavati da offerte volontarie, lotterie, da spettacoli interpretati dalle aderenti, da attivit\u00e0 sportive (partite di pallacanestro, tennis).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attivit\u00e0 fu capillare: nella gran parte dei paesi, con l\u2019appoggio del CLN locale, l\u2019organismo che rappresentava tutti i partiti che avevano partecipato alla Resistenza, i circoli dell\u2019UDI e del CIF (Centro italiano femminile, di ispirazione cattolica) aprirono \u201cAsili del popolo\u201d per i figli delle donne operaie e lavoratrici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 13 gennaio 1947 nasceva l\u2019Asilo del Popolo di Villa Cella dopo un anno di costruzione dell\u2019edificio, realizzato con i materiali recuperati da altri edifici distrutti dai bombardamenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attenzione all\u2019infanzia riemergeva non solo dal ricordo di precedenti esperienze educative e come risposta alle situazioni di disagio delle famiglie dell\u2019immediato dopoguerra, ma anche da una nuova sensibilit\u00e0 verso i bambini. Considerati non pi\u00f9 semplici oggetti di cura e protezione ma cittadini, portatori di diritti e speranze, dopo la tragica esperienza della guerra fascista che aveva segnato la vita delle comunit\u00e0 negli ultimi dieci anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa attenzione si concretizzava al di l\u00e0 delle appartenenze politiche: nel primo Congresso dell\u2019UDI venne approvata una mozione che riconosceva la congruenza delle attivit\u00e0 dell\u2019organizzazione comunista con quelle del CIF cattolico:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c<em>Impiegate, operaie, intellettuali, contadine, lavoratrici a domicilio, domestiche, artigiane, tutte possono e devono migliorare le loro condizioni di lavoro dalla carriera alla qualifica, alla retribuzione, dagli ambienti di lavoro alle previdenze igieniche ed alimentari, dagli orari all\u2019assistenza. Con opportune provvidenze che semplifichino il problema famigliare, quali nidi d\u2019infanzia, asili, mense, dev\u2019essere garantita alla donna serenit\u00e0 di lavoro<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[1\u00b0 Congresso UDI, 20-23 ottobre 1945, Firenze]<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"548\" src=\"https:\/\/www.themostbeautifulofourdays.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/SKM_C224e18070610180.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-105\" srcset=\"https:\/\/www.themostbeautifulofourdays.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/SKM_C224e18070610180.jpg 800w, https:\/\/www.themostbeautifulofourdays.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/SKM_C224e18070610180-300x206.jpg 300w, https:\/\/www.themostbeautifulofourdays.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/SKM_C224e18070610180-768x526.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:0.8rem\">Scuola dell\u2019infanzia Arcobaleno di Novellara.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:0.8rem\"><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La dimensione istituzionale (1945-1953)<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 esistito quindi un vero e proprio elemento di continuit\u00e0 fra l&#8217;esperienza dell\u2019UDI e del CLN e quella che sar\u00e0 tipica del Municipio reggiano, dove il Partito Comunista manterr\u00e0 sin dalla Liberazione (e fino agli anni 90) una posizione di maggioranza. Una continuit\u00e0 vissuta in primo luogo nel segno dell&#8217;empatia con le scelte generali che furono comuni ad entrambe e, secondariamente, nello specifico delle scelte di natura gestionale. Le scuole dell\u2019UDI e del CLN erano nuove perch\u00e9 frutto di un processo voluto e promosso dalla \u201cgente\u201d e la \u201cgente\u201d partecipava in ugual modo al loro governo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell&#8217;esperienza di queste scuole materne, troviamo gi\u00e0 questa precisa consapevolezza che si realizz\u00f2 in un vero e proprio progetto di &#8220;gestione sociale&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricorda Sofia Gandolfi (1983):<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&#8221; Alla gestione della scuola partecipavano i rappresentanti di tutte le forze politiche, i sindacati, ma soprattutto le famiglie e i cittadini, che mostravano un interesse enorme per le vicende educative. Erano gruppi di cittadini che provvedevano alle difficili condizioni economiche e facevano fronte alle incombenze attraverso il lavoro volontario, o il reperimento di generi alimentari, attraverso raccolte. Era ancora la gente che aiutava durante le uscite, nelle visite, che ospitava i bambini, che costruiva i sussidi didattici, le suppellettili. Gli operai delle &#8220;Reggiane&#8221; rimanevano al lavoro fuori tempo in modo da usare le attrezzature per costruire le seggioline per i bimbi&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Giacomina Castagnetti - 4\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/LNqYyze-0W4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Furono otto le strutture scolastiche aperte dall&#8217;UDI-CLN:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Asilo del Popolo di San Maurizio, Santa Croce esterna (Vandina Saltini), Massenzatico, Villa Sesso, Villa Cella, Roncina, Masone, Via Bainsizza, S.Prospero Strinati, con una frequenza media complessiva di 400-430 bambini al giorno con una scolarizzazione del 25% dei bambini in et\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La dimensione utopica venne tuttavia presto a cadere, per lasciare il corso alla meno fantastica, ma pi\u00f9 ordinata, costruzione politico educativa, basata sull&#8217;intervento quotidiano, sulla fatica perpetua nel ricercare strumenti di miglioramento e di perfezionamento reali. La decisa impennata di iscrizioni che si registr\u00f2 fra il 1945 e il 1953 era testimone di una conquistata fiducia istituzionale gi\u00e0 capace di recepire i significati della nuova psicologia collettiva tipica della fase nascente della ricostruzione e desiderosa di trasformarla in linguaggio concreto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1953 questa serie articolata di interventi assume delle caratteristiche davvero ragguardevoli e comprendeva:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>35 asili temporanei organizzati durante i periodi dei lavori stagionali (monda, mietitura ecc.) in collaborazione con i comuni, la Federterra e l\u2019ONMI.<\/li>\n\n\n\n<li>20 dopo-scuola funzionanti in tutta la provincia e all&#8217;interno del comune, spesso in locali attigui a quelli delle scuole materne ma distinti, il numero di ragazzi frequentanti si aggirava intorno a 700.<\/li>\n\n\n\n<li>Una colonia Marina a Riccione per 88 bambini gestita autonomamente da UDI.<\/li>\n\n\n\n<li>Due colonie (una montana a Vetto d\u2019Enza e una marina a San Mauro mare) in collaborazione con la Lega delle cooperative e la Camera del lavoro, rispettivamente per 64 e 450 bambini.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dall\u2019assistenza all\u2019educazione (1945-1953)<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tempi brevi, grazie alla crescente vicinanza delle famiglie, gli asili dell\u2019UDI si svilupparono oltre il punto di vista della custodia verso un sempre pi\u00f9 forte contenuto pedagogico. Il personale era formato da insegnanti diplomate. Le maestre, le cuoche, le inservienti vivevano la realt\u00e0 dell\u2019asilo con i genitori, collaborando e progettando insieme le attivit\u00e0 facendo programmi insieme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cadeva il discorso della scuola come luogo fisico esclusivo per il processo istruttivo del bambino, facendo del rapporto con il territorio (il quartiere per primo) un elemento didattico importante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima novit\u00e0 degli Asili del Popolo dell\u2019UDI \u00e8 che nascevano all\u2019interno di un processo di emancipazione collettivo che, a partire dalla struttura organizzativa del PCI e dal movimento femminile, coinvolgeva l\u2019intera popolazione. Non era quindi una storia ordinaria, come lo stesso Loris Malaguzzi sottolineava (nel 1971), quando ammetteva la sua incapacit\u00e0 iniziale, secondo gli schemi logici di un maestro elementare, a comprendere quel fenomeno nuovo che non discendeva da un processo verticistico-burocratico ma dall\u2019azione di forze sociali emergenti. Un percorso che partendo dall\u2019infanzia e dalla famiglia sognava di costruire una nuova societ\u00e0 socialista attraverso il lavoro di un\u2019intera comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era un processo utopico che sconvolgeva i canoni della pedagogia tradizionale ma che &#8211; come notava ancora Malaguzzi &#8211; si trasformava in realt\u00e0 grazie all\u2019impegno collettivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019UDI non era un soggetto pubblico ma suppliva all\u2019assenza del Comune senza mai smettere di mirare a riunire la propria esperienza con quella che sarebbe stata dell\u2019Ente Locale, impegnandosi in azioni rivendicative anche a livello nazionale. Gi\u00e0 dalla seconda met\u00e0 degli anni Cinquanta erano frequenti e pressanti le richieste di municipalizzazione, sostenute anche dalle donne elette in Consiglio comunale (alcune anche dell\u2019Udi stesso), in seguito alle difficolt\u00e0 in cui si trovarono alcune scuole costrette poi a cessare l\u2019attivit\u00e0 (Asilo del Popolo di via Bainsizza, di Villa Masone e San Prospero Strinati).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La richiesta sar\u00e0 coronata da successo e porter\u00e0 poi alla trasformazione in Scuole comunali di alcune di esse fra il 1969 e il 1973 (Villa Cella, S. Maurizio, Roncina, \u201cMartiri di Sesso\u201d a Villa Sesso, \u201cCamillo Prampolini\u201d a Massenzatico).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Lidia Greci - 2\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/6jIhEX3oMAk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 dal 1963 il Comune, rispondendo alle pressioni dell\u2019UDI e del mondo femminile aveva deciso, nonostante le forti resistenze dell\u2019autorit\u00e0 prefettizia, e in assenza di una legge nazionale, la realizzazione di cinque scuole dell&#8217;infanzia, inserendole nello sviluppo urbanistico di nuovi quartieri e a tal scopo redasse un regolamento per la gestione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima ad iniziare l\u2019attivit\u00e0 fu nel 1963 la Scuola \u201cRobinson\u201d (di via Pastrengo) seguita, l\u2019anno successivo, dalla Scuola Comunale Infanzia \u201cAnna Frank\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo nido Comunale, intitolato a Genoveffa Cervi, madre dei sette fratelli partigiani uccisi da fascisti nel 1943, inizi\u00f2 la sua attivit\u00e0 nel 1971.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Municipio reggiano aveva incarnato, a partire dai sindaci comunisti Cesare Campioli (antifascista esiliato e animatore della Resistenza) e poi Renzo Bonazzi (giovane intellettuale borghese), le idealit\u00e0 politiche di una generazione di svolta, ormai consapevole dei suoi orizzonti utopici e operosamente impegnata verso un loro conseguimento pratico nel pi\u00f9 breve tempo possibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec nasceva la richiesta di attivare un circuito formativo nuovo conseguente alle mutate condizioni del panorama istituzionale, che trovava riscontro nella volont\u00e0, gi\u00e0 maturata dall\u2019Udi attraverso quei canali psicologici di dar fondamento a scuole per l&#8217;infanzia. Fu il movimento femminile ad egemonizzare la risposta, finalizzandola ad obiettivi massimamente vicini alla scoperta del senso dell&#8217;emancipazione della donna e dell&#8217;infanzia.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"https:\/\/www.themostbeautifulofourdays.eu\/la-storia\/le-premesse\/\">Le premesse<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"https:\/\/www.themostbeautifulofourdays.eu\/la-storia\/dal-fascismo-al-movimento-partigiano\/\">Dal Fascismo al movimento partigiano<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button is-style-outline is-style-outline--1\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\">Dal Dopoguerra alle lotte sociali<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"https:\/\/www.themostbeautifulofourdays.eu\/la-storia\/le-conquiste-la-pedagogia-i-valori\/\">Le conquiste, la pedagogia, i valori<\/a><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla Resistenza alla rinascita: il ruolo delle donne nella ricostruzione postbellica a Reggio Emilia (1945-1953) Dal principio Il periodo della occupazione tedesca dell\u2019Italia e della Resistenza antifascista era stato decisivo nella maturazione e nelle scelte del mondo femminile. 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